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Ho  quattro libri di moda del costume nella mia libreria, oltre ad una piccola collana di libri fotografici (gettyimages) divisi per decenni storici, ma il suo nome c’è sempre, anche soltanto per una breve citazione: Vidal Sassoon.
Mi piacerebbe condividere la foto che ho davanti a me in questo momento e che amo molto: Vidal Sassoon taglia i capelli a Mary Quant (1964).
Probabilmente sono una vittima inconsapevole del facile entusiasmo, non l’ho mai capito, ma lo provo istintivamente (oltre ad una certa curiosità) osservando l’ audace e geniale stilista inglese che inventò la minigonna, farsi tagliare i capelli nel rivoluzionario five-point-cut, direttamente dal maestro che l’aveva inventato.
Due creativi assoluti, due spiriti rivoluzionari!
La maggior parte delle persone conosce e cita la mentalità anticonformista di Chanel, che ha regalato a tutti noi bellissimi e preziosi cambiamenti nella moda. In questo continuo tam tam di parole già dette e passioni prese in prestito, arriva anche la produzione editoriale e soprattutto quella cinematografica, a cavalcare l’onda e amplificare l’ interesse, per un percorso di vita oggettivamente affascinante.
Gli spiriti liberi, dotati di genio e talento, che per la loro visione originale del mondo e le loro creazioni si sono scontrati con la mentalità comune e le regole consolidate in realtà sono molti di più.

Siamo nella seconda metà degli anni ’60.
Cerchiamo di entrare solo un po’ nella tensione emotiva del periodo…cerchiamo di immaginare…
All’inizio del decennio John F. Kennedy diventa presidente degli stati uniti; in Africa ben 17 stati ottengono l’indipendenza mettendo fine alla vergogna del dominio coloniale (almeno quello evidente…), ma un anno dopo il governo della RDT inizia la costruzione del muro di Berlino.
Arriva sul mercato la pillola contraccettiva e con “somma gioia” degli USA viene portata a termine la prima navigazione spaziale con equipaggio umano intorno alla terra targata URSS, mentre la prima crisi  di Cuba, provocata dal tentativo di rovesciare il governo di Fidel Castro, si concluderà in seguito allo smantellamento dei razzi sovietici. L’Algeria ottiene l’indipendenza nel ’62 e nello stesso anno viene condotto un esperimento nucleare francese sotterraneo nel Sahara.
Questo è stato anche l’anno del suicidio di Marilyn Monroe, mentre solo un anno dopo verrà assassinato il presidente Kennedy.
Nel 1964 Martin Luther King riceve il premio Nobel per la pace ed inizia una lunga, interminabile e sanguinosa guerra in Vietnam.
Esplode la PopArt, si affermano i Beatles …ed eccoci arrivati al nostro Sassoon.


All’inizio del decennio il trend in fatto di pettinature era rappresentato dall’acconciatura alta alla Farah Diba.
I capelli venivano cotonati  in maniera esasperata e se il risultato non era abbastanza soddisfacente, si ricorreva spesso a toupet di capelli veri o artificiali, e si completava il tutto fissando con una grande quantità di lacca.
La figura complessiva risultava parecchio sproporzionata e il corpo appariva ancora più fragile.
Il film di John Water del 1988 , “Grasso è bello” , racconta molto l’ossessione di uomini e donne per le proprie chiome, che venivano cotonate e laccate ( o zuppe di brillantina ) fino a renderle dure come il marmo: insana passione che ha finito per diventare oggetto di molte parodie.
Pur continuando a cotonare senza sosta i propri capelli, le donne col tempo decisero di abbandonare almeno le acconciature alte che invecchiavano anche le più giovani e iniziarono a portare i capelli sciolti.
Verso la metà degli anni ’60, il soffio della moda avveniristica, contribuì a spazzare via le ultime foglie secche.
Vidal Sassoon era un maestro di taglio londinese e proprio in quegli anni ideò delle pettinature dai tagli corti, lisci e geometrici che  fecero furore.
Oggi i famosi tagli da “fungo” dei Beatles ci sembrano moderati, ma in quel periodo fecero scoppiare un vero e proprio scandalo e suscitarono l’indignazione ed il disprezzo di molte persone, soprattutto adulte. All’inizio, come spesso accade, furono soprattutto i teenager ad accogliere con entusiasmo queste novità e quegli anni videro anche la nascita di una linea cosmetica dedicata a loro.
Era una novità assoluta!
Il trucco, inoltre, si adattò e gli occhi contornati di nero della prima metà del decennio furono sostituiti da make up con ombretti colorati e ciglia finte.
Iniziò proprio allora una tendenza che oggi è per noi la condizione più ovvia: non saranno più solo i grandi designer a dettare la moda, ma anche televisione e pop star.
Grazie per avermi seguito in questo breve viaggio.

Siamo giunti alla fine ed è l’ora dei saluti…

Arrivederci Vidal Sassoon!

 

 


Nota: alla fine ho deciso di inserire la scansione dal mio libro della foto citata nell’articolo e sebbene in questo momento stia circolando liberamente in Rete, mi sembra doveroso precisare che sono pronta a rimuoverla su richiesta.

 

 

 


Tag(s) : #Capelli

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